martedì 21 maggio 2013
martedì 30 aprile 2013
Oggi mi sono fatto tre regali
Non fissiamoci sempre sul target. Questo mese ho mostrato resistenza, pazienza, regolarità, tolleranza, rassegnazione, velato ottimismo, parziale coraggio, sporadica isteria e, secondo me, decisa (ma non decisiva) intraprendenza. Quindi mi merito, stasera, di poter divagare un po'.
Dicevo che oggi mi sono fatto tre regali. In realtà, però, i regali non si pagano; quindi tecnicamente, dato il caro prezzo che sto scontando adesso, sconterò stanotte e, temo, sconterò domani, sto usando il termine sbagliato.
In ogni caso stamani, nella mia prima passeggiata quotidiana, mi sono concesso il lusso - per la bellezza di 1500 metri - di possedere un cane. Kyra, bastardina vivace ed ubbidiente, la quale ha subito dimostrato uno smodato entusiasmo per il sottoscritto, appena mi ha scorto in fondo al rettilineo, che neanche il povero Argo sui cumuli di letame di mulo al rivedere sapete voi chi.
Mi ha accompagnato, preceduto, recuperato, seguito con lo sguardo, ha ubbidito senza problemi ai miei "No!" pacati (non dovrai salire sul mio divano, ma il mio non-cane per 1500 metri nella fogna nera non ci si infila!).
Alla fine, però, arrivato alla porta di casa, ho dovuto guardare in faccia alla cruda realtà: ho irretito e sperduto con il mio rinomato savoir-faire una povera cucciolona che adesso dal bosco delle Ghiandaie si era ritrovata a Ediliziapopolareville. Fortuna che la nostra Kyra era una "facile" (dura da digerire per me, sigh!) ed al suo collare faceva bella mostra di sé una targhetta a forma di osso con tanto di nome, telefono, racapiti e secondo me -prima che si staccasse per il vento- anche un buono benzina per riportarla alla sua cuccia. Primo regalo e prima fatica andati.
Ah, il secondo regalo, invece, questo sì che è un regalo di quelli De Beers... Per lui non ho esitato neanche un attimo ad intraprendere addirittura un'inedita terza passeggiata quotidiana... un'occasione così vale il quarto regalo al quale non ho ancora accennato. Chissà quante cose potremmo fare insieme io&secondoregalo... Eccolo! In tutto il suo splendore:
Un insieme di ruggine e lamiera spessa, curve sensuali, ruvida resistenza e dolce leggiadria. Un motore che gira con un suono così avvolgente. Il mio cuore è rapito, non vedo l'ora di palpeggiarlo nelle sue parti più intime per ridare vita al suo vigore! Lasciamo secondoregalo con un interrogativo: quale dei vecchi amici del lunedì può avermi donato una simile bellezza?
Il terzo regalo sono invece loro: il Lillà (spero) e la Salvia di Gerusalemme (ari-spero) in fiore. Essermi recato dopo circa un mese al mio quartier generale come passeggiatore afflitto e affranto mi ha permesso di notare milioni di dettagli che da lavoratore cupo e ingrugnito mi sono perso per anni.
Insomma... credo di essermi guadagnato, prima di andare a dormire, una bella dose di codeina (quartoregalo, ndr), what do you think about it?
Dicevo che oggi mi sono fatto tre regali. In realtà, però, i regali non si pagano; quindi tecnicamente, dato il caro prezzo che sto scontando adesso, sconterò stanotte e, temo, sconterò domani, sto usando il termine sbagliato.
In ogni caso stamani, nella mia prima passeggiata quotidiana, mi sono concesso il lusso - per la bellezza di 1500 metri - di possedere un cane. Kyra, bastardina vivace ed ubbidiente, la quale ha subito dimostrato uno smodato entusiasmo per il sottoscritto, appena mi ha scorto in fondo al rettilineo, che neanche il povero Argo sui cumuli di letame di mulo al rivedere sapete voi chi.
Mi ha accompagnato, preceduto, recuperato, seguito con lo sguardo, ha ubbidito senza problemi ai miei "No!" pacati (non dovrai salire sul mio divano, ma il mio non-cane per 1500 metri nella fogna nera non ci si infila!).
Alla fine, però, arrivato alla porta di casa, ho dovuto guardare in faccia alla cruda realtà: ho irretito e sperduto con il mio rinomato savoir-faire una povera cucciolona che adesso dal bosco delle Ghiandaie si era ritrovata a Ediliziapopolareville. Fortuna che la nostra Kyra era una "facile" (dura da digerire per me, sigh!) ed al suo collare faceva bella mostra di sé una targhetta a forma di osso con tanto di nome, telefono, racapiti e secondo me -prima che si staccasse per il vento- anche un buono benzina per riportarla alla sua cuccia. Primo regalo e prima fatica andati.
Ah, il secondo regalo, invece, questo sì che è un regalo di quelli De Beers... Per lui non ho esitato neanche un attimo ad intraprendere addirittura un'inedita terza passeggiata quotidiana... un'occasione così vale il quarto regalo al quale non ho ancora accennato. Chissà quante cose potremmo fare insieme io&secondoregalo... Eccolo! In tutto il suo splendore:
Un insieme di ruggine e lamiera spessa, curve sensuali, ruvida resistenza e dolce leggiadria. Un motore che gira con un suono così avvolgente. Il mio cuore è rapito, non vedo l'ora di palpeggiarlo nelle sue parti più intime per ridare vita al suo vigore! Lasciamo secondoregalo con un interrogativo: quale dei vecchi amici del lunedì può avermi donato una simile bellezza?
Il terzo regalo sono invece loro: il Lillà (spero) e la Salvia di Gerusalemme (ari-spero) in fiore. Essermi recato dopo circa un mese al mio quartier generale come passeggiatore afflitto e affranto mi ha permesso di notare milioni di dettagli che da lavoratore cupo e ingrugnito mi sono perso per anni.
Insomma... credo di essermi guadagnato, prima di andare a dormire, una bella dose di codeina (quartoregalo, ndr), what do you think about it?
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lunedì 22 aprile 2013
La poltrona dell'arma (e le paranoie)
[Chi non sopporta le paranoie salti al paragrafo n. 3]
Vi ricordate cosa dissi qui, nel primissimo post di questo blog? Ovviamente no. E allora andate a rinfrescarvi la memoria: secondo paragrafo dopo la riga con le generalità anagrafiche. Se avete notato vi ho dato la possibilità di arrivarci cliccando su tre parti distinte del discorso ma, se non basta, ecco: "Se volete farmi uscire di testa fatemi stare mezza giornata con le mani in mano. E, se volete che la mia follia raggiunga il punto di non ritorno, fatemi stare mezza giornata con le mani in mano e contemporaneamente senza idee pel capo!"
Ok, eccomi qui! Fuori di brocca. Ho le mani in mano precisamente dalla mattina di mercoledì 20 marzo. Mani che fra l'altro si erano mosse per la scarsamente-creativa attività di fotografare il piano di un tavolo ed una sedia abbarbicata su un olivo. Ed ho il cervello in pappa da una settimanetta, credo. Ha provato a tenere botta per un bel po' di tempo, sognando e facendo progetti lurkando su pinterest, ma la verità è che anche lui, poraccio, non può che sentirsi preso in giro da un braccio esecutore che puntualmente ignora i suoi stimoli.
Ergo, per sopravvivere almeno telematicamente, oggi vi mostro un vecchio lavoro, approfittando della foto scattata da Ilaria di IDA Interior LifeStyle in occasione della sua visita a Livorno. E già in questo sta l'assurdità: per scrivere di una poltrona che sta in un locale a dieci minuti da qui, vado a scomodare uno scatto in arrivo dall'Olanda... :\
In ogni caso questa poltrona è quello che ci vuole. In pesante stile country, di quello dall'improponibile fantasia a fiori e dal legno chiaro rifinito con la vernice trasparente più sintetica ed artificiale che potesse esistere intorno agli anni '80. Sono bastate un paio di mani di bianco satinato ed il tocco in più, una di quelle scoperte che migliorano la giornata quando sei in cerca di materiale fra vecchi sacchi e fondi di cantine: la coperta con lo stemma dell'arma dei carabinieri!
Prometto che appena sarò in grado vi farò vedere qualche dettaglio in più del lavoro, nel frattempo godetevi l'unica immagine del prima che mi sono ricordato di fare (damn!): la fantasia (o meglio: la uccidi-fantasia) dei cuscini. ***Aggiornamento! Ho trovato nell'angolo di una foto l'oscena!***
Vi ricordate cosa dissi qui, nel primissimo post di questo blog? Ovviamente no. E allora andate a rinfrescarvi la memoria: secondo paragrafo dopo la riga con le generalità anagrafiche. Se avete notato vi ho dato la possibilità di arrivarci cliccando su tre parti distinte del discorso ma, se non basta, ecco: "Se volete farmi uscire di testa fatemi stare mezza giornata con le mani in mano. E, se volete che la mia follia raggiunga il punto di non ritorno, fatemi stare mezza giornata con le mani in mano e contemporaneamente senza idee pel capo!"
Ok, eccomi qui! Fuori di brocca. Ho le mani in mano precisamente dalla mattina di mercoledì 20 marzo. Mani che fra l'altro si erano mosse per la scarsamente-creativa attività di fotografare il piano di un tavolo ed una sedia abbarbicata su un olivo. Ed ho il cervello in pappa da una settimanetta, credo. Ha provato a tenere botta per un bel po' di tempo, sognando e facendo progetti lurkando su pinterest, ma la verità è che anche lui, poraccio, non può che sentirsi preso in giro da un braccio esecutore che puntualmente ignora i suoi stimoli.
Ergo, per sopravvivere almeno telematicamente, oggi vi mostro un vecchio lavoro, approfittando della foto scattata da Ilaria di IDA Interior LifeStyle in occasione della sua visita a Livorno. E già in questo sta l'assurdità: per scrivere di una poltrona che sta in un locale a dieci minuti da qui, vado a scomodare uno scatto in arrivo dall'Olanda... :\
In ogni caso questa poltrona è quello che ci vuole. In pesante stile country, di quello dall'improponibile fantasia a fiori e dal legno chiaro rifinito con la vernice trasparente più sintetica ed artificiale che potesse esistere intorno agli anni '80. Sono bastate un paio di mani di bianco satinato ed il tocco in più, una di quelle scoperte che migliorano la giornata quando sei in cerca di materiale fra vecchi sacchi e fondi di cantine: la coperta con lo stemma dell'arma dei carabinieri!
Prometto che appena sarò in grado vi farò vedere qualche dettaglio in più del lavoro, nel frattempo godetevi l'unica immagine del prima che mi sono ricordato di fare (damn!): la fantasia (o meglio: la uccidi-fantasia) dei cuscini. ***Aggiornamento! Ho trovato nell'angolo di una foto l'oscena!***
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giovedì 21 marzo 2013
Vita da pollaio...
Se dal legno di un pollaio demolito possono rinascere un'infinità di cose... figuriamoci cosa si può tirar fuori dalla rete metallica! In giro si trovano un sacco di idee interessanti e di facile realizzazione!
Ecco... questa sedia la definirei un prototipo (anche perché l'ho realizzata con della materia prima così scadente...). Ma cosa ne pensate della chicken wire usata... come tappezzeria? Audace, sì, ma per nulla azzardata. Posso garantire che è comodissima... magari da limitare negli usi estivi ;) ... secondo me lancia un'idea decorativa niente male. La vedo bene anche usata su dei cuscini di stoffa chiara e grezza, magari ad ammorbidire la seduta di una panca da giardino...
Mah... il vostro parere qua sotto! Gli insulti (non originali) saranno moderati... ;)
Ecco... questa sedia la definirei un prototipo (anche perché l'ho realizzata con della materia prima così scadente...). Ma cosa ne pensate della chicken wire usata... come tappezzeria? Audace, sì, ma per nulla azzardata. Posso garantire che è comodissima... magari da limitare negli usi estivi ;) ... secondo me lancia un'idea decorativa niente male. La vedo bene anche usata su dei cuscini di stoffa chiara e grezza, magari ad ammorbidire la seduta di una panca da giardino...
Mah... il vostro parere qua sotto! Gli insulti (non originali) saranno moderati... ;)
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mercoledì 20 marzo 2013
NEW TEXTURE
Stamani, in barba alle solite afflizioni mattutine, ho preso la macchina fotografica. Il tempo era perfetto -grigio ed uniforme- per andare a fare quello scatto che da mesi mi ero riproposto di fare. Si tratta del piano del mio tavolo da lavoro per esterni. Perfetto per aggiornare la pagina delle texture in cijecam veritas© ;)
I segni di levigatura sull'asse più in basso sono lì dai primi di ottobre, quando facevo il tavolone per il bar. La tinta bianca (davvero resistente!) è la colatura grossolana scesa da un pannello, perché la fretta, si sa, è cattiva consigliera! La velatura verde muschio è invece il segno di una -adorabile- stagione inclemente.
Ah sì... un tavolo da lavoro invecchiato è meglio di un diario o di un album fotografico! ;)
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Un'iniezione di vita! Mi basta davvero poco in questo periodo!! :)
Questo legno mi piace davvero tanto. La macchia verde mi ricorda il maldestro tentativo di travasare della vernice, che ha trasformato Piera nell'incredibile Hulk (fortunatamente non con la medesima rabbia). La macchia gialla proprio non me la ricordo... non è lì che feci l'ultimo mobile giallo che ho realizzato. Chissà... mi verrà in mente.I segni di levigatura sull'asse più in basso sono lì dai primi di ottobre, quando facevo il tavolone per il bar. La tinta bianca (davvero resistente!) è la colatura grossolana scesa da un pannello, perché la fretta, si sa, è cattiva consigliera! La velatura verde muschio è invece il segno di una -adorabile- stagione inclemente.
Ah sì... un tavolo da lavoro invecchiato è meglio di un diario o di un album fotografico! ;)
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